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	<title><![CDATA[MSNI: Il paradiso esiste]]></title>
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	<pubDate>Sat, 11 May 2024 10:25:42 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Il paradiso esiste]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Non basta essere uno stimato luminare di Harvard per essere credibile quando racconti di aver vissuto un&rsquo;esperienza ultraterrena. Lo dimostra la vicenda del&nbsp;</span><strong>neurochirurgo Eben Alexander</strong><span>, raccontata in America in esclusiva su Newsweek e rilanciata in tutto il mondo dalla stampa tra stupore e ironia.&nbsp;</span></p>
<p><span></span><br><span>L&rsquo;accademico americano, nel 2008, dopo aver contratto una rara forma di meningite, &egrave; stato</span><strong>&nbsp;sette giorni in coma. D</strong><strong>opo aver aperto gli occhi, aveva delle consapevolezze abbastanza radicali e sconvolgenti, tanto pi&ugrave; per un uomo di scienza.<br></strong><br><span>Secondo Alexander&nbsp;</span><strong>il paradiso esiste, ed &egrave; un regno fatto di nuvole ed entit&agrave; superiori</strong><span>. In questo mondo ultraterreno, il dottor Alexander ha condotto un viaggio lungo, accarezzato da un vento divino, che lo rassicurava sull&rsquo;amore e l&rsquo;adorazione eterna.&nbsp;</span></p>
<p><span></span><strong>L&rsquo;esperienza di Alexander &egrave; narrata nel libro Proof of Heaven ( La prova del paradiso), in uscita in America il 23 ottobre</strong><span>. Nel suo viaggio non manca nemmeno una presenza femminile di angelica bellezza e lo studioso di fatto conferma l&rsquo;immaginario iconico di nuvole e stormi di esseri luminosi che, lasciando dietro di loro una scia lucente, lo accompagnavano in questo viaggio conclusosi in un vuoto immenso, completamente buio, infinitamente esteso e confortevole, illuminato solo da una sfera brillante</span><br><br><span>Inevitabili le ironie ma non manca, da parte del luminare, il tentativo di spiegare anche l&rsquo;eccezionale situazione in cui si &egrave; generato quello che molti vogliono derubricare come</span><strong>&nbsp;un sogno o una pura allucinazione</strong><span>. &laquo;<em>Quel particolare tipo di coma</em>&raquo;, ha spiegato, &laquo;<em>ha spento la parte umana del mio cervello, la neocorteccia. I batteri erano entrati nel mio fluido cerebrospinale e stavano mangiando il mio cervello. L'esperienza che ho vissuto &egrave; stata cos&igrave; profonda che mi ha dato una ragione scientifica per credere che esista una coscienza dopo la morte</em>&raquo;.</span></p>
<p><span></span><img src="https://www.destinazionesalerno.info/images/paradiso0018.jpg" alt="fonte destinazionesalerno" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "><br><br><span>Ha poi aggiunto, per dare supporto alle sue argomentazioni scientifiche: &laquo;<em>Per quanto ne so, nessuno ha mai visitato questa dimensione parallela mentre la sua corteccia era completamente disattivata e mentre il suo corpo era sottoposto ad attenta osservazione clinica, come il mio lo &egrave; stato durante i sette giorni di coma</em>&raquo;.Tornato alla normale attivit&agrave; di accademico,&nbsp;</span><strong>Alexander &egrave; costretto a confrontarsi con lo scetticismo della comunit&agrave; scientifica e dei colleghi che, pur stimandolo professionalmente, non possono che restare freddi sulla sua esperienza indotta dal coma</strong><span>. Le obiezioni sono di natura scientifica ma anche l&rsquo;uomo della strada, a un simile racconto obietta: possibile che un medico racconti di un&rsquo;esperienza ai confini della morte cos&igrave; piena di stereotipi e vicina a molte altre di persone che mai hanno avuto uno scranno nella pi&ugrave; importante universit&agrave; del mondo? </span></p>
<p><span>Ebbene s&igrave;, ed &egrave; di fatto il motivo di interesse della storia, rilanciata in America da un settimanale, Newsweek, conosciuto per posizioni liberal.</span></p>
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	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
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