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	<title><![CDATA[MSNI: Italiani drogati di smartphone]]></title>
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	<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 21:00:45 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Italiani drogati di smartphone]]></title>
	<description><![CDATA[<h3>7 Italiani su 10 non riescono a staccarsi dal telefono.</h3>
<p>&nbsp;<img src="https://cellularsalesblog.com/wp-content/uploads/2015/07/o-SMARTPHONE-facebook.jpg" alt="italiani ossessionati dallo smartphone" width="650" style="border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Staccarsi dal proprio smartphone &egrave;, per 7 italiani su 10, praticamente impossibile. Sguardo sempre basso e fisso sullo schermo, mani intente a scorrere sul display in cerca di messaggi, notizie, foto, giochi. E, soprattutto, una completa alienazione dal contesto, una totale indifferenza verso ci&ograve; che accade intorno. Gli esperti la chiamano &ldquo;sindrome da hand-phone&rdquo;, ovvero &ndash; letteralmente &ndash; &ldquo;sindrome da telefono in mano&rdquo;.</p>
<p>I luoghi pi&ugrave; gettonati? Principalmente i mezzi pubblici (78%), poi il posto in cui si lavora (69%) e persino quello in cui si va in vacanza (41%). Una condizione ossessiva, una patologia. Che ha contagiato milioni di italiani. Il 72%, per l&rsquo;appunto. Questi i risultati di uno studio condotto su 4500 individui tra i 18 e i 65 anni, realizzato sui pi&ugrave; importanti social network grazie ad un sistema di monitoraggio online attuato con la metodologia WOA (&ldquo;Web Opinion Analysis). La nuova forma di dipendenza &egrave; tale da esercitare nei confronti delle sue vittime una vera e propria ipnosi: chi ne rimane affetto &egrave; spesso costretto ad usufruire della sola mano libera pur di non separarsi dal cellulare. Per quanto incredibile possa sembrare, i dati lo confermano: il 19% degli italiani utilizza lo smartphone per 6 ore al giorno, percentuale che negli adolescenti arriva al 42%, laddove il 21% rimane comunque su una media di 4 ore. I &ldquo;malati&rdquo; di cellulare sono pi&ugrave; donne che uomini, rispettivamente il 58% e il 43%, con et&agrave; tra i 18 e i 24 anni (67%), tra i 35 e i 54 (56%) e fra i 13 e i 17 (31%).</p>
<p>&laquo;Non si tratta di disintossicarsi dalla tecnologia, ma di imparare ad usarla&raquo;, sostiene il sociologo Francesco Mattioli, professore di scienze sociali all'Universit&agrave; di Roma La Sapienza. &ldquo;Saperla governare senza diventarne schiavi. La societ&agrave; odierna mescola spesso questi due ingredienti creando degli zombie incontinenti. E&rsquo; necessario che l&rsquo;interazione diretta, pi&ugrave; complessa e difficile da gestire, non sia progressivamente sostituita da quella indiretta, che richiede minor impegno&rdquo;.</p>
<p>I 50 esperti, sociologi ed antropologi, che si sono concentrati sullo studio del fenomeno, hanno allora stilato un &ldquo;decalogo&rdquo; per guarire dalla sindrome da hand-phone e riappropriarsi dell&rsquo;uso delle mani:</p>
<p>Dedicarsi all&rsquo;attivit&agrave; fisica, per recuperare il contatto reale con ci&ograve; da cui si &egrave; circondati e separarsi dal mondo virtuale.</p>
<p>RESISTERE. All&rsquo;istinto di controllare in modo ossessivo il cellulare.</p>
<p>Alzare la testa e lo sguardo, osservando persone e situazioni senza filtri.</p>
<p>Sfruttare tutti e 5 i sensi, nei vari modi possibili</p>
<p>&ldquo;Go offline&rdquo;, ovvero: spegnere il telefono. E occuparsi degli amici, della famiglia, del lavoro. Di qualunque cosa sia di interesse.</p>
<p>&ldquo;Old but gold&rdquo;: ricorrere all&rsquo;uso di strumenti tradizionali per liberare mani e testa dalla tecnologia, che si tratti di un orologio da polso o di una sveglia per sapere che ora sia, ad esempio.</p>
<p>Incontrarsi. Quindi, conoscere e frequentare gli altri di persona, in modo diretto.</p>
<p>Inserire ostacoli all&rsquo;uso veloce dello smartphone, ad esempio installando un codice di sicurezza per l&rsquo;accesso o eliminando le applicazioni che maggiormente stimolano la dipendenza.</p>
<p>Utilizzare il &ldquo;batch processing&rdquo;, concentrando in un unico momento pi&ugrave; attivit&agrave; da svolgere con il cellulare, in modo da avere poi pi&ugrave; tempo da dedicare ad altro.</p>
<p>Tenere le mani impegnate: con un libro, un gelato, una penna.</p>
<p>O un&rsquo;altra mano. Che sarebbe il massimo.</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/hitech/sindrome_dipendenza_smartphone-2181541.html">https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/hitech/sindrome_dipendenza_smartphone-2181541.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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